Archivio per febbraio 2012

FORZA E CORAGGIO FORZA E CORAGGIO

28 febbraio 2012

28 febbraio 2012

Mi trovo e ritrovo ogni mattina, molto presto, davanti al computer a comporre testi, a programmare la giornata, a costruire sogni. Mi accorgo che a volte la voglia manca, ma ci sono anche giorni di forte entusiasmo; spesso ci sono le idee ma c’è difficoltà a realizzarle; a volte ci sono tante cose da fare e non si riesce a costruire tutto.

In questi giorni sto scrivendo molte cose per le varie iniziative che seguo. Tra le altre c’è anche il giornalino I Fiori de Testa – ACOS che si sta riempiendo di righe scritte. Parlo del numero che uscirà entro la fine di marzo e che sarà spedito nelle vostre case.

Mi accorgo che ci sono tante cose da scrivere in quei fogli, foto da inserire, correzioni da fare…

Chi normalmente collabora ha già inviato il suo materiale, ma per la chiusura definitiva del giornale aspetto notizie da Cittadella per le definizioni di massima del convegno, e la riunione di sabato 3 marzo per l’incontro del Consiglio Regionale a Rubano. Lì saranno dati gli ultimi spunti e suggerimenti da inserire.

Una bella avventura che non è che non lasci tempo per riposare, ma se non supportata da forte entusiasmo a volte può stancare. Ma per il momento non è così, quindi forza e coraggio e andiamo a vanti. Con gioia!

Francesco Chiodin

IL PAZIENTE STRANIERO IL PAZIENTE STRANIERO IL PAZIENTE STRANIERO

24 febbraio 2012

24 febbraio 2012

Ormai è diventata una realtà: lo straniero è di casa anche qui. Non lo si pensava così fino a pochi anni fa, ma ora questa è la situazione. Indubbiamente un po’ di disagio interiore c’è in ogni uno di noi. Non è detto, anche se cristiani all’ennesima potenza, che la disponibilità d’animo sia così naturale.

Pensate soltanto a quanto si è combattuto per allontanare il germe razzista nei confronti dei meridionali (che in parte ancora esiste). Venivano considerati una massa ignorante, incolta, povera e tutta in odore di mafia. Salvo, poi, con il tempo, cambiare mentalità e considerare anche i meridionali persone con la loro dignità di persone e di esseri umani.

Ora ci sono gli stranieri, specie gli extracomunitari. Essi hanno preso il posto, nella nostra mente, dei meridionali. Clandestini o meno, essi sono in cerca di fortuna come noi abbiamo fatto a suo tempo (vedi emigrazione in America, Svizzera, Francia, Sudamerica, ecc.).

Anche i nostri ospedali sono frequentati da immigrati. Soprattutto gli ambulatori. Passate davanti a qualsiasi pronto soccorso e lì vi troverete delle persone di colore (chiare o scure) che attendono .

E’ il campionario della multi etnicità.

Io solidarizzo molto con loro, (almeno nelle intenzioni) perché mi metto nei loro panni. Nel senso che la lingua è u grande ostacolo al dialogo e alla determinazione dei segni e dei sintomi. Inoltre ci sono sempre delle difficoltà di mentalità, di usi e di costumi.

Ora rimane l’approccio alla persona, la cosa importante da fare. E’ inutile arrabbiarsi: la mondializzazione ha portato che il nostro orticello deve essere condiviso anche con queste persone. Se c’è un disagio bisogna vincerlo, bisogna superarli. Se palpare una addome o ascoltare un torace per noi è pratica comune, non sempre lo è per uno straniero.

Qui sta il bello: l’accoglienza è anche questo: il rispetto del’altro. Volendo, anche nei momenti più difficili, certe cose si risolvono: basta usare i modi d’amore giusti.

Francesco Chiodin

QUARESIMA

23 febbraio 2012

22 febbraio 2012

Nella mia parrocchia di Ospedaletto Euganeo ieri la messa delle Ceneri è stata celebrata alle ore 20.00 per dare modo al maggior numero di persone di frequentare e presenziare alla cerimonia.

Dato che la caldaia della chiesa non funziona più, le messe della domenica e delle occasioni particolari, come quella di ieri sera, sono officiate nel salone del patronato.

Il salone del patronato è un luogo a me molto familiare, perché lì si svolgono le rappresentazioni delle nostre commedie e quelle della rassegna di teatro. Inutile dire che sono manifestazioni seguitissime e gradite.

Ieri sera c’era abbastanza gente, diciamo quasi 200 persone, ed io seduto tra la gente mi paragonavo a quelli che vengono a vedere le nostre commedie.

Una sensazione strana… tante teste davanti. Io sono abituato a seguire le commedie in prima fila in quanto il banco regia è sempre lì davanti…

Poi c’è un altro problema: se la persona che parla non si eleva fisicamente (pedana o palco) non la vedi. Il parroco, infatti, quando predica in salone non sale sul palco, quindi se davanti hai una testa grossa o un persona corpulenta, hai perso l’immagine di chi parla o devi continuamente muovere testa e a volte corpo per incorrere il predicatore.

Da qui si capisce l’utilità della visibilità di chi parla, propone, officia e presiede.

Per chi dorme non c’è problema, anzi più nascosto è meglio è, ma per chi vuole seguire e magari trattenere qualcosa di quello che sente, deve godere anche della presenza fisica dell’oratore.

E’ il dovere di chi è a capo di associazioni o di gruppi: deve essere visibile, deve essere chiaro che è lui che rappresenta il gruppo o l’associazione.

Non per vanagloria, ma per una questione di chiarezza, di immagine, ma soprattutto di ruolo e di responsabilità.

Ecco, questi so stati i pensieri prima dell’inizio della cerimonia. Poi basta, m sono soffermato a pensare a quanto suggerito dal predicatore. E mi sono umiliato, tanto da cospargermi il capo di cenere, pur essendo anch’io un… capo.

Memento, homo, memento….

Francesco Chiodin

E’ DA UN PEZZO CHE…

21 febbraio 2012

21 febbraio 2012

Lo so che è un pezzo che non aggiorno questa parte del sito ACOS VENETO. Tante sono, e sono state, le cose che mi hanno impedito di farlo. Prima di tutto la stanchezza fisica-mentale. Sì, stanchezza fisica mentale che mi prende sempre in questo periodo. Infatti come Gruppo Teatrale “Ospedaletto ci prova” siamo sottoposti ad un forte tour de force con la manifestazione per tutti i venerdì-sabato-domenica di gennaio con la RASSEGNA DI TEATRO… MA NON SOLO che è una grande fonte di lavoro, non tanto fisico, ma molto psicologico

Inoltre, subito dopo la fine della rassegna comincia la tournèe teatrale, che significa essere in giro per i paesi quasi tutti i sabato sera, a volte il venerdì, ma anche la domenica. Sono impegni che minano anche le altre cose di altre associazioni che debbono andare avanti.

Ma se per me è importante l’attività teatrale, resta sempre importante l’associazione ACOS. Non solo per il compito istitutivo di presidenza, ma come impegno di vita.

Ecco, adesso che le cose si sono rimesse un po’ in carreggiata nella maniera umana e non meccanica e ossessiva come i giorni scorsi, prendo anche la voglia di comunicare con voi attraverso questa pagina.

Ho voglia di riallacciare i rapporti interrotti, ho voglia di risentirvi tutti uniti.

Vi dico che stiamo organizzando il convegno di Cittadella del 25 maggio.

Il giorno sabato 3 marzo ci sarà il Consiglio Regionale, poi a fine marzo saremo a Roma per il Consiglio Nazionale. Tutti appuntamenti che aiutano a incontrarsi, capirsi, caricarsi e agire di conseguenza.

Inoltre, per chi fosse interessato, ci aggregheremo al TRENO UNITALSI per il pellegrinaggio diocesano di Padova a LOURDES a fine giugno-primi luglio.

Prossimamente, appena tutto sarà organizzato, saremo più chiari.

E’ inoltre in preparazione il giornalino I FIORI DE TESTA-ACOS di marzo, come sempre ricco di belle e buone notizie.

Per intanto un caro saluto a tutti

Francesco Chiodin


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